Streptococcus Streptococcus
(dal gr. ; [streptos]: collana e ; [coccos]: bacca, acino d'uva).
TASSONOMIA - Genere appartenente alla famiglia delle Streptococcaceae.
E' da sottolineare che la piu' recente tendenza nella tassonomia degli streptococchi si muove nella direzione di una piu' estensiva applicazione della tassonomia numerica su basi biochimiche e genetiche, con minore enfasi attribuita ai criteri sierologici. Questi, infatti, pur rimanendo rilevanti per l'identificazione e la tipizzazione di alcuni importanti streptococchi patogeni, non possono essere usati come i maggiori criteri per stabilire le relazioni tassonomiche di base fra gli streptococchi. Nessuna delle classificazioni finora proposte, basate su vari criteri (biochimici, fisiologici, sierologici, genetici mediante l' analisi degli acidi nucleici, di habitat, di patogenesi) e quindi completamente soddisfacente, per cui la tassonomia degli streptococchi risulta ancora controversa.
CARATTERISTICHE - Cocchi gram-positivi, asporigeni, aerobi facoltativi (ma in qualche caso anaerobi obbligati), immobili. Il nome Streptococcus deriva dal fatto che questi germi tendono a disporsi in sequenze ordinate di cellule rotonde o ovali che ricordano una collana o una catenella, ma possono anche ritrovarsi a elementi singoli o a paia. In realta' l'aspetto piu' caratteristico, che si riscontra soprattutto nei terreni liquidi, e' quello di catene di diplococchi, con i componenti di ogni coppia piu' vicini tra loro che non a quelli delle coppie adiacenti ; cio' e' dovuto al loro modo di dividersi: le cellule si allungano sullo stesso asse della catena e si dividono su un unico piano perpendicolare all' asse della catena stessa. La lunghezza delle catenelle, contrariamente a cio' che veniva creduto in passato, non ha particolare relazione con la virulenza; essa piuttosto dipende dalla composizione del terreno di coltura e varia da specie a specie ed anche, nell' ambito di una stessa specie, da ceppo a ceppo.
Struttura antigenica. Gruppi di Lancefield. La classificazione degli streptococchi basata esclusivamente su caratteristiche fisiologiche e biochimiche non e' del tutto soddisfacente dal punto di vista della batteriologia clinica. Nel 1933, la batteriologa R. C. Lancefield scopri' che gli streptococchi potevano essere divisi in parecchi gruppi sierologici in base ad un antigene specifico contenuto nella loro parete cellulare (schema di Lancefield). I gruppi sierologici sono designati con le lettere da A a W (eccetto I e J). Gli antigeni specifici per i gruppi A, B, C, E, F, G, H, K, L, 0 ed R sono polisaccaridi (la cosiddetta "sostanza C"); quelli dei gruppi D ed N sono acidi teicoici, mentre quelli dei rimanenti gruppi non sono stati definiti. La tipizzazione sierologica si esegue facendo reagire l'antisiero specifico di gruppo con l'antigene streptococcico estratto con vari metodi fisici 0 chimici: cio pub essere evidenziato mediante reazioni di precipitazione oppure di agglutinazione passiva di particelle di lattice o di cellule batteriche oppure con sostanze fluorescenti legate agli anticorpi. I gruppi sierologici, in generale, sono correlati all' epidemiologia delle infezioni sostenute dagli streptococchi; quelli comprendenti ceppi di isolamento umano sono:
- gruppo A (con la specie piu' diffusa Streptococcus pyogenes e qualche ceppo della specie Streptococcus milleri): veniva una volta considerato l'unico gruppo di notevole importanza medica. Gli streptococchi di questo gruppo sono principalmente patogeni per l'uomo. Essi contengono nella parete cellulare, oltre al polisaccaride di gruppo legato covalentemente al peptidoglicano, altri tre determinanti antigenici di natura proteica, denominati M, T ed R. La proteina M, termostabile e sensibile all'azione della tripsina, e ancorata alla membrana cellulare, si estende attraverso la parete cellulare e si proietta all' esterno in forma di fibrille; essa rappresenta il principale fattore di virulenza degli streptococchi di gruppo A in quanto li protegge dalla. fagocitosi da parte dei leucociti polimorfonucleati, mentre i ceppi privi di proteina M sono avirulenti. La proteina T, termostabile e' resistente all'azione della tripsina, oltre che negli streptococchi di gruppo A, si puo' trovare anche in alcuni ceppi dei gruppi C e G. Analogamente, la proteina R, termostabile e resistente all' azione della tripsina, oltre che negli streptococchi di gruppo A, si puo' trovare anche in alcuni ceppi di altri gruppi. Gli antigeni T e R non sono associati alla virulenza e raramente vengono utilizzati nella sierotipizzazione.
La presenza di vari tipi dell'antigene M fa si che, all'interno del gruppo A, siano stati identificati oltre 80 tipi antigenici" differenti. Tra questi, i sierotipi 12, 49, 52 ed altri ancora causano infezioni seguite. con relativa frequenza da glomerulonefrite acuta; tali ceppi vengono denominati "nefritogeni" invece il termine "reumatogeno " e' piu vago e meno indicativo, in quanto ceppi di tutti i sierotipi possono causare infezioni seguite da febbre reumatica. Tutti gli streptococchi di gruppo A, beta-emolitici su agar-sangue, che sono i piu' importanti per la patologia umana, sono praticamente conosciuti come un'unica specie, Streptococcus pyogenes; quindi tutte le varieta' sierologiche prodotte dai determinanti antigenici M all'interno del gruppo A sono considerati sierotipi di Streptococcus pyogenes. Tra i quattro antigeni, polisaccaridico e proteici, solo gli anticorpi contro la proteina M hanno valore protettivo nei confronti dell'infezione streptococcica, neutralizzandone l'azione ancifagocitaria; tuttavia l'immunita' e' specifica per un tipo di proteina M e non per gli altri;
- gruppo B (con l'unica specie Streptococcus agalactiae): gli streptococchi di questo gruppo sono prevalentemente causa di mastite nei bovini, ma spesso si trovano nel tratto genitale e intestinale di bambini e adulti apparentemente sani e sono, con una certa frequenza, responsabili di setticemie e meningiti neonatali;
- gruppo C (con le specie Streptococcus dysgalactiae, Streptococcus equi, Streptococcus equisimilis, Streptococcus zooepidemicus): gli streptococchi di questo gruppo sono patogeni soprattutto per gli animali, ma in campo umano possono essere isolati (con maggior frequenza per Streptococcus equisimilis) dall'orofaringe e dalla vagina e causano varie infezionij discussa e' la loro capacita' di provocare faringiti;
- gruppo D (con Ie specie Streptococcus bovis e Streptococcus equinus): gli streptococchi di questo gruppo sono soprattutto commensali del tratto intestinale di alcuni animali; la maggior parte delle specie che erano prima inserite in questo gruppo sono state successivamente trasferite al genere Enterococcus
- gruppo F (con le specie Streptococcus anginosus, Streptococcus constellatus e Streptococcus milleri): gli streptococchi di questo gruppo si ritrovano nell' orofaringe e nel tratto intestinale di individui sani, ma possono anche essere patogeni;
- gruppo G [con l'unica specie Streptococcus canis, di designazione non universalmente accettata, ma talvolta usata nella pratica inoltre vi sono compresi alcuni ceppi di streptococchi detti "mi­nuti" per la piccolezza delle loro colonie (v. Streptococchi minuti) e alcuni ceppi di Streptococcus milleri]: i componenti di questo gruppo si isolano dall'orofaringe, dalla vagina e dalla pelle; provocano infezioni varie, ma discussa e la loro capacita' di provocare faringiti. In un ceppo di questo gruppo e' stata ritrovata la proteina M, antigene peculiare degli streptococchi di gruppo A e associato alla loro virulenza;
- gruppo L (per i quali non sono state stabilite denominazioni di specie): gli streptococchi di questo gruppo si isolano raramente nell'uomo; il loro ruolo patogeno e' stato documentato in casi di tromboflebite e di endocardite;
- gruppo M (per i quali non sono state stabilite denominazioni di specie): gli streptococchi di questo gruppo sono stati isolati da casi di endocardite subacuta e da ascessij si ritrovano nel nasofaringe e nella vagina;
- gruppo N: detti "streptococchi lattici", hanno importanza nella microbiologia degli alimenti (particolarmente latte e formaggi) e raramente vengono isolati da infezioni umane; per questi e stato creato un genere separato, Lactococcus.
I gruppi di Lancefield sono di utilita' pratica dal punto di vista tassonomico e si correlano generalmente, ma non sempre, alla classificazione degli streptococchi basata su altri criteri, quali quelli biochimici. Tuttavia non tutti gli streptococchi di interesse clinico possiedono antigeni gruppo specifici, per cui non possono essere tipizzati sierologicamente col metodo di Lancefield, soprattutto quelli alfa-emolitici e non-emolitici. Inoltre, alcuni streptococchi hanno antigeni di gruppo non ben definiti: infatti, alcune specie contengono antigeni che reagiscono con parecchi antisieri specifici di gruppo; cio' spiega perche' ceppi appartenenti ad una stessa specie possano essere fatti rientrare contemporaneamente in diversi gruppi di Lancefield. Infine, alcune specie di recente classificazione non sono state ancora tipizzate per stabilire l' eventuale gruppo di Lancefield di appartenenza.
Gruppi di Sherman-Jones. Nella pratica, ha lo scopo di inquadrare meglio le numerose specie di streptococchi, e in uso suddividerle, in base a caratteristiche fisiologiche o patogenetiche o di habitat, in raggruppamenti che sono dichiaratamente artificiali e, in molti casi, non hanno una rigorosa validita' tassonomica. Tali raggruppamenti, originariamente quattro nella proposta di Sherman (1937), furono poi elevati a sette da Jones (1978); vengono qui riportate solo le specie di isolamento umano:
1) Streptococchi piogenici, comprendenti le specie S. agalactiae, S. tanis, S. equi, S. equisimilis, S. pyogenes, S. suis, S. zooepidemicus; in questo raggruppamento viene incluso anche il gruppo degli "streptococchi minuti" (v.). La caratteristica prevalente di questo gruppo e quella di produrre malattie di varia natura con i sintomi di un'infezione piogenica. Gli streptococchi piogenici, nella gran parte dei casi, sono beta-emolitici su agar-sangue.
2) Pneumococchi, comprendenti la sola specie S. pneumoniae; qualche Autore, tuttavia, preferisce inserire questa specie nel raggruppamento degli streptococchi piogenici.
3) Streptococchi orali, comprendenti le specie S. anginosus, S. constellatus, S. cricetus, S. crista, S. gordonii, S. intermedius, S. milleri, S. mitior, S. mitis, S. mutans, S. oralis, S. rattus, S. salivarius, S. sanguis, S. sohrinus, S. vestibularis. Si ritrovano comunemente nella cavita' orale e nel tratto respiratorio superiore dell'uomo e di vari animali.
Sebbene la cavita' orale costituisca il loro principale habitat, molte delle specie di streptococchi orali sono state isolate anche da altre sedi, sia in condizioni normali che patologiche. Infatti si possono comportare da patogeni opportunisti; in particolare gli streptococchi orali vengono isolati piu' spesso di ogni altro batterio da episodi di endocardite, essendo la causa del 50-70% di tutti i casi. Inoltre, alcune specie (soprattutto S. mutans e S. sanguis) vengono ritenute la causa primaria della carie dentaria. Gli streptococchi orali, nella maggior parte dei casi, sono alfa-emolitici su agar sangue, venendo a coincidere con il gruppo originariamente definito da Sherman degli streptococchi "viridanti".
4) Streptococchi fecali, comprendenti originariamente le specie S. faecalis, S. faecium, S. avium, S. hovis, S. equinus; attualmente i primi tre sono stati trasferiti al genere Enterococcus.
5) Streptococchi lattici; attualmente questi sono stati tutti trasferiti al genere Lactococcus.
6) Streptococchi anaerobi (in realta' aerotolleranti e non veri anaerobi), comprendenti originariamente le specie S. hansenii, S. parvulus e S. pleomorphus; attualmente i primi due sono stati trasferiti ad altri generi.
7) Streptococchi vari, con la specie S. acidominimus.
Fattori di patogenicita'. Gli streptococchi esplicano la loro patogenicita' mediante sostanze cellulari e sostanze extracellulari. Tra le sostanze cellulari e' da segnalare particolarmente la capsula, che impedisce la fagocitosi. Essa e presente in molti streptococchi di gruppo A e C, in cui e' formata da acido ialuronico e non ha proprieta' antigeniche. La capsula degli streptococchi di gruppo B (Streptococcus agalactiae) e un polisaccaride formato da ramnosio e glucosamina: ne esistono otto tipi antigenici diversi, designati la, Ib, II, III, IV, V, VI eVIl; alcuni ceppi sono acapsulati. Anche Streptococcus pneumoniae possiede una capsula polisaccaridica.
Le sostanze extracellulari pero sono quelle piu' importanti e, tra esse, vengono descritte le principali.
La streptolisina, che viene distinta in due tipi: streptolisina S (stabile all'ossigeno) e streptolisina O (inattivata dall'ossigeno); esse sono responsabili dell'attivita' emolitica degli streptococchi su agar sangue. Delle due la piu' importante e' la streptolisina O, in quanto antigenica; gli anticorpi contro questa sostanza, che si formano nelle infezioni sostenute da streptococchi di gruppo A, C e G, vengono facilmente titolati in laboratorio (titolo antistreptolisinico). La streptolisina O e' tossica per vari tipi di cellule, tra cui soprattutto quelle del miocardio. La streptolisina S (che e' legata alla cellula e quindi non e' un prodotto extracellulare in senso stretto) non e' antigenica ed e' anch' essa tossica per vari tipi di cellule, compresi i leucociti; entrambe producono brecce nelle membrane citoplasmatiche con conseguente fuoriuscita del contenuto cellulare.
La pneumolisina, prodotta da Streptococcus pneumoniae, e' una proteina che interagisce con le membrane di varie cellule dell'ospite, inibisce l' attivita battericida dei fagociti e blocca la motilita' ciliare, compromettendo quindi la clearance batterica da parte delle cellule dell' epitelio respiratorio.
La streptochinasi (un tempo denominata fibrinolisina) e' un attivatore del plasminogeno in plasmina che, a sua volta, provoca la dissoluzione dei coaguli di fibrina, il che puo' favorire la diffusione dell'infezione streptococcica. La streptochinasi e' antigenica e anticorpi verso questa sostanza vengono prodotti, apparentemente in modo irregolare, durante le infezioni streptococciche; la titolazione di questi anticorpi e' piuttosto complessa e di scarso significato pratico. La ialuronidasi depolimerizza l'acido ialuronico, il polisaccaride costituente del tessuto connettivo. Si presume che la produzione di questa sostanza possa essere messa in relazione alla virulenza e, in particolare, alla capacita' degli streptococchi di diffondere nei tessuti. La ialuronidasi viene prodotta dalla maggior parte degli streptococchi di gruppo A ed anche da ceppi dei gruppi B, C e G; la sua sintesi discioglie la capsula, presente negli streptococchi di gruppo A e C, formata da acido ialuronico. La ialuronidasi ha proprieta' antigeniche e i corrispondenti anticorpi si formano molto frequentemente in seguito all'infezione.
La desossiribonucleasi (o DNasi o streptodornasi) depolimerizza il DNA che si accumula nel pus in seguito alla disintegrazione dei leucociti, facendone diminuire la viscosita'. Essa esiste in quattro varianti antigeniche, denominate tipi A, B, C e D. La maggior parte dei ceppi produce due o piu' tipi dell' enzima; il piu' comune e' il tipo B. La DNasi e' attiva solo in presenza di cationi bivalenti. Gli anticorpi anti-DNasi possono essere titolati in laboratorio e sono utili, insieme al titolo antistreptolisinico, nella diagnosi sierologica delle infezioni streptococciche.
Le tossine eritrogeniche sono responsabili dell' esantema che si verifica durante la scarlattina: esse sono prodotte da alcuni streptococchi di gruppo A e se ne conoscono quattro tipi immunologici, denominati A, B, C e D, ma quest'ultimo non e' stato ancora ben caratterizzato; la maggior parte dei ceppi produce tossine dei tipi B e C contemporaneamente. L' azione delle tossine eritrogeniche nel produrre l'eruzione cutanea puo' essere diretta o, piu probabilmente, indiretta, essendo attribuibile ad un'ipersensibilita cutanea generalizzata. Le tossine eritrogeniche sono antigeniche e stimolano la produzione di anticorpi neutralizzanti; esse vengono ora piu' modernamente denominate" esotossine pirogeniche".
COLTIVAZIONE - Per la crescita gli streptococchi richiedono terreni di coltura particolarmente arricchiti, specialmente con sangue di varie specie animali (agar sangue) o con siero.
Sui terreni al sangue gli streptococchi possono mostrare tre tipi di attivita nei confronti degli eritrociti:
- [alfa ]-emolisi, caratterizzata da un alone a margini sfumati attorno alle colonie: gli eritrociti hanno subito una parziale distruzione e l'alone presenta una colorazione verdastra o bruna; gli streptococchiche producono questo tipo di emolisi vengono detti "viridanti", ma la denominazione e' troppo generica comprendendo varie specie con diverso habitat e diversa patogenicita' e appartenenti a gruppi sierologici differenti; in generale, comunque, gli streptococchi "viridanti" possono essere identificati con quelli "orali";
- [beta]-emolisi, caratterizzata da un alone a margini netti attorno alle colonie: gli eritrociti hanno subito una lisi completa e l'alone e chiaro, incolore ; questa emolisi e' prodotta piu' frequentemente dagli streptococchi piogenici;
- non-emolisi, caratterizzata appunto da nessuna apparente attivita' emolitica o colorazione prodotta dalla colonia; questo comportamento e talvolta detto, impropriamente, -[gamma]-emolisi.
Uno stesso ceppo puo' presentare variazioni nel tipo di attivita' emolitica in seguito alle condizioni ambientali (incubazione aerobica o anaerobica) e in relazione alla composizione del terreno di base, alla provenienza del sangue usato nel terreno di coltura (di cavallo, di montone, ecc.) e alla sua concentrazione. In generale, gli streptococchi beta-emolitici sono i piu' patogeni per l'uomo.
L'aggiunta di azide sodica ai terreni al sangue inibisce la crescita dei batteri gram-negativi, permettendo un migliore isolamento della flora gram-positiva e, in particolare, degli streptococchi. Sui terreni solidi le colonie degli streptococchi sono piuttosto piccole (0,5-1 mm di diametro); nei terreni liquidi spesso la crescita, piuttosto che diffusa come avviene per la maggior parte dei batteri, e' sotto forma di granuli che tendono a sedimentare chiarificando il sopranatante. I ceppi che presentano questa caratteristica formano generalmente catene piuttosto lunghe. Alcuni streptococchi hanno specifiche esigenze colturali e non crescono sui comuni terreni al sangue; essi si sviluppano attorno alle colonie di altri microrganismi (quali Staphylococcus aureus) che forniscono loro le particolari sostanze nutritive di cui necessitano (fenomeno del satellitismo). Questi streptococchi sono stati cumulativamente designati con la sigla NVS (nutritionally variant streptococci = streptococchi diversi nelle esigenze nutritive). Sono stati pero messi a punto terreni contenenti L-cisteina o vitamina B6 per l'isolamento di queste specie che, prima inserite nel genere Streptococcus (come Streptococcus adjacens e Streptococcus defectivus), sono state ora classificate nel nuovo genere Abiotrophia.
HABITAT E DIFFUSIONE - I membri del genere Streptococcus formano la flora batterica predominante del cavo orale e della faringe dell'uomo e di vari animali. Alcune specie si trovano, in condizioni normali, nell'intestino, altre sulla pelle e sulla mucosa vaginale.
PRINCIPALI PATOLOGIE:
a) Infezioni respiratorie:
- faringotonsilliti, con complicanze locali (ascessi tonsillari e peritonsillari), con diffusione a siti vicini (otiti medie, mastoiditi, sinusiti, laringotracheiti, bronchiti, broncopolmoniti) o con diffusione generale (sepsi). La loro importanza risiede nelle sequele post-streptococciche.
b) Infezioni cutanee e sottocutanee:
- piodermite, detta anche impetigine volgare contagiosa: e un'infezione eritemato-vescicolare della cute, che rapidamente diviene pustolosa e successivamente crostosa. Solitamente e causata da streptococchi di gruppo A, ma talvolta possono esserne responsabili membri del gruppo C o G;
- erisipela: e' un'infezione infiammatoria della cute che si estende al derma, generalmente localizzata alla faccia e al capo. Si puo' presentare come una forma eritematosa, ma anche con forme vescicolo-bollose o pustolose o necrotico-gangrenose. L'infezione si impianta di solito su lesioni della pelle; attualmente e' di scarsa diffusione;
- infezioni di ferite: quando gli streptococchi si impiantano su una ferita chirurgica o traumatica oppure su una superficie cutanea ustionata, si verifica spesso una rapida infezione generalizzata o un'infezione locale con formazione di pus.
c) Sepsi ed endocarditi ,il cui focolaio di partenza puo' essere una qualunque delle infezioni enumerate precedentemente. La sepsi puerperale, un tempo piuttosto diffusa, praticamente oggi non si osserva piu' in quanto altri germi (anaerobi, gram-negativi) hanno soppiantato l' eziologia streptococcica. Le endocarditi sono sostenute soprattutto da streptococchi orali (o viridanti).
d) Scarlattina: e' un'eruzione esantematica provocata dall'azione delle tossine eritrogeniche, che vengono elaborate da ceppi di streptococchi appartenenti al gruppo A. L'infezione non differisce in maniera significativa da quelle del tratto respiratorio superiore, in quanto l'agente eziologico si impianta, nella maggior parte dei casi, nella faringe, dove determina una faringotonsillite acuta e dove elabora la tossina, che passa in circolo. L'incidenza della scarlattina attualmente e' molto scarsa, anche se recentemente sembra essersi notata una ripresa.
e) Meningiti neonatali, di cui sono responsabili gli streptococchi di gruppo B.
f) Carie dentaria,di cui sono parzialmente responsabili alcuni streptococchi del raggruppamento "orale".
g) Sequele post-streptococciche:
- febbre reumatica o malattia reumatica, caratterizzata da poliartrite con febbre di intensita' variabile e successive manifestazioni cardiache (miocardite, endocardite, pericardite); piu' raramente e piu' tardivamente si puo' presentare l'interessamento del sistema nervoso centrale con disturbi della motilita' (corea minor).
La febbre reumatica e' solitamente conseguenza (in circa il 3% dei casi) di una faringotonsillite streptococcica, mentre non sembra essere conseguente a un'infezione cutanea. Delle numerose teorie patogenetiche della febbre reumatica solo due hanno sufficienti elementi di supporto per essere considerate valide. La prima teoria, attualmente la piu' seguita, sostiene che la febbre reumatica rappresenta una forma di ipersensibilita' prodotta dagli streptococchi di gruppo A. Questo stato di ipersensibilita' si estrinseca in una risposta immunitaria che si rivolge, danneggiandoli, contro i costituenti tissutali dello stesso soggetto. In altre parole, la malattia reumatica e' considerata una malattia autoimmune di natura sistemica che ha, come maggiore espressione, i danni ai tessuti articolari, cardiaci e del sistema nervoso centrale. Un' altra teoria, oggi meno seguita, nega che l'ipersensibilita indotta dallo streptococco, diretta contro i tessuti dell' ospite, giochi un ruolo significativo nello sviluppo della febbre reumatica. I danni tissutali che caratterizzano l'infiammazione reumatica deriverebbero invece, in maniera diretta, da costituenti citotossici degli streptococchi di gruppo A che si depositerebbero selettivamente su a1cuni tessuti dell'ospite sensibile. A sostegno della prima teoria sta, tra l'altro, il fatto che tra l'infezione streptococcica e l'inizio della sintomatologia reumatica intercorrono mediamente circa tre settimane, un periodo che coincide bene col tempo richiesto per lo sviluppo di una risposta anticorpale;
- glomerulonefrite acuta, caratterizzata da edema, ipertensione, ematuria, albuminuria e iperazotemia. La glomerulonefrite e conseguenza (in percentuale variabile fino al 28%) di un'infezione streptococcica sia respiratoria che cutanea. Sono stati identificati alcuni ceppi, detti reumatogeni, che producono con particolare frequenza questa sequela dell'infezione streptococcica. Parecchi elementi dimostrano che la glomerulonefrite e' iniziata dalla deposizione, nei capillari dei glomeruli renali, di complessi immuni costituiti da una glicoproteina della membrana citoplasmatica dellostreptococco e dal corrispondente anticorpo. Cio' che e' stato visto direttamente, al microscopio elettronico, nei siti in cui si svilupperanno le prime lesioni nefritiche. I complessi immuni sono responsabili dello scatenarsi di reazioni secondarie locali che contribuiscono alle lesioni glomerulari.
SENSIBILITA' AGLI ANTIBIOTICI - Gli streptococchi rimangono in massima parte sensibili alla penicillina e in generale ai beta-lattamici, che rappresentano il trattamento d'elezione, sebbene possano incontrarsi sempre piu frequentemente ceppi di Streptococcus pneumoniae resistenti a questi antibiotici. Tale resistenza agli antibiotici beta-lattarnici si instaura per modificazione del bersaglio dell'antibiotico (Penicillin Binding Proteins) e non per produzione di beta-lattamasi per Streptococcus pneumoniae, nei casi di alta resistenza alla penicillina, sono da utilizzarsi antibiotici glicopeptidici (teicoplanina e vancomicina). Per gli altri streptococchi, se non puo' essere usata la penicillina o una cefalosporina, per motivi di ipersensibilita' o se queste risultano inefficaci per la presenza, nel sito d'infezione, di una concomitante flora produttrice di beta-lattamasi, gli antibiotici di seconda scelta sono rappresentati dai macrolidi, tuttavia viene segnalato un incremento di resistenza a questi antibiotici, anche se alcuni particolari ceppi resistenti ai macrolidi a 14 atomi (esempio: eritromicina, claritromicina, roxitromicina, fluritromicina) e a 15 atomi (azitromicina) manterrebbero la sensibilita' a quelli a 16 atomi (esempio: miocamicina, josamicina, rokitarnicina). Non e' da utilizzare la tetraciclina a causa di una notevole resistenza, stimata intorno al 40-60%, dei ceppi di streptococco.(terapia antibiotica)
SPECIE DI ISOLAMENTO UMANO:
S. acidominimus (dal lat acidus: acido e minimus: minimo). Non e' classificabile nello schemadi Lancefield 0 qualche ceppo appartiene al gruppo E, e alfa-emolitico ed e' inserito in un raggruppamento non denominato di streptococchi vari. Il nome deriva dal fatto di produrre piccolissime quantita' di acidi dalla fermentazione dei carboidrati. Si ritrova comunemente nella vagina delle mucche e, occasionalmente, sulla cute dei vitelli e nel latte crudo. E' stato segnalato in rarissimi casi nelle feci umane.
S. adjacens: v. Abiotrophia adiacens.
S. agalactiae (dal gr. [agalactia]: mancanza di latte). Precedentemente denominato anche Streptococcus mastitidis. Appartiene al gruppo B di Lancefield, e piu' frequentemente beta ­ emolitico (ma anche alfa-emolitico o non-emolitico) ed e' inserito nel raggruppamento degli streptococchi piogenici. E' agente eziologico di mastite nei bovini, in cui produce agalattia, da cui il nome. Nell'uomo Streptococcus agalactiae e' frequentemente presente nel tratto respiratorio, genitale e intestinale, e' agente eziologico di varie affezioni tra cui piu comunemente, nell'adulto, pielonefriti con setticemia, polmoniti, endocarditi, endometriti, infezioni di ferite, otiti medie e, piu raramente, meningiti e artriti settiche.
Tuttavia la sua importanza risiede in gravi malattie neonatali, soprattutto setticemie e meningiti. Infatti, non e raro isolare questa specie in un terzo delle colture vaginali di donne in gravidanza; questo serbatoio genitale pua probabilmente costituire l'inoculo col quale molti bambini vengono infettati alla nascita su siti superficiali (cute, ombelico) e negli orifizi corporei (faringe, canale uditivo esterno, narici, retto). La maggior parte dei bambini colonizzati in queste sedi resta asintomatica, ma si stima che lo 0,5-1 % dei neonati colonizzati con Streptococcus agalactiae vengano affetti da polmonite, setticemia e/o meningite.
S. anaerobius: v. Peptostreptococcus anaerobius.
S. anaerobius micros: v. Peptostreptococcus micros.
S. anginosus (dal lat. angina: angina). Precedentemente inserito a far parte della specie Streptococcus milleri (v.). Appartiene al gruppo F (equalche raro ceppo ai gruppi A, C e G) o non e' classificabile nello schema di Lancefield, e non-emolitico o alfa-emolitico ed e inserito nel raggrupparnento degli streptococchi orali. Si ritrova nell' orofaringe (soprattutto nella placca dentaria) e nella vagina; e' stato isolato da ascessi in vari siti (palatini, appendicolari, pelvici, rettali,ascellari, ecc.). Recenti studi hanno dimostrato la disomogeneita' della specie Streptococcus anginosus, per cui sara' necessario suddividerla in sottospecie o enucleare da questa altre specie.
S. avium: v. Enterococcus avium.
S. bovis (dal lat. bos: bue). Appartiene al gruppo D di Lancefield, e quasi sempre alfa-emolitico ed e' inserito nel raggruppamento degli streptococchi fecali. Streptococcus bovis sembra coincidere con la specie Streptococcus inulinaceus, descritta da alcuni Autori. Si ritrova normalmente nelle feci di bovini, ovini e suini; occasionalmente si isola in gran quantita' dalle feci umane; si ritrova anche nel latte crudo e pastorizzato (la maggior parte dei ceppi resistono al riscaldamento a 60 C per 30 minuti), nelle creme e nei formaggi. Streptococcus bovis puo' essere causa relativamente frequente di endocardite nell'uomo.
S. canis (dal lat. canis: cane). Appartiene algruppo G di Lancefield, e' beta-emolitico ed e' inserito nel raggruppamento degli streptococchi piogenici. La denominazione di questa specie non e' accettata da tutti gli Autori, ma spesso viene usata per indicare gli streptococchi di gruppo G.
Questi si ritrovano nella faringe, nella vagina, sulla cute; causano soprattutto setticemie ed endocarditi e, piu raramente, faringiti, infezioni gastrointestinali e infezioni cutanee.
S. casseliflavus: v. Enterococcus faecium subsp. casseliflavus.
S. constellatus (dal lat. constellatus: ornato di stelle). Precedentemente denominato Diplococcus constellatus, Peptococcus constellatus e' inserito a far parte della specie Streptococcus milleri (v.). Appartiene al gruppo F (e qualche raro ceppo ai gruppi A e G) o non e classificabile nello schema di Lancefield, e non-emolitico o alfa-emolitico 0 beta-emolitico ed e inserito nel raggruppamento degli streptococchi orali. Si ritrova nell'orofaringe; e' stato isolato da ascessi in vari siti (dentari, sottomandibolari, cerebrali, inguinali, pleurici, appendicolari, ecc.).
S. cricetus (dal lat. cricetus: criceto). Precedentemente denominato Streptococcus mutans subsp. cricetus e Streptococcus mutans sierotipo "a". Gruppo di Lancefield non ancora determinato; e non-emolitico o, piu' raramente, alfa-emolitico ed e inserito nel raggruppamento degli streptococchi orali. Isolato originariamente dal cavo orale dei criceti, si ritrova occasionalmente, nell'uomo, nella placca dentaria.
S. crista (dal lat. crista: cresta, ciuffo). Gruppo di Lancefield non ancora determinato; alfa emolitico ed e' inserito nel raggruppamento degli streptococchi orali. Precedememente designato Streptococcus sanguis I e come" gruppo CR". Streptococcus crista ha una peculiare caratteristica: possiede un ciuffo di fibrille localizzate in posizione laterale sulla superficie della cellula (da cui il nome della specie). Si ritrova nella faringe e nella placca dentaria. E' stato isolato anche da qualche caso di ascesso periodontale.
S. defectivus: v. Abiotrophia defectiva.
S. durans: v. Enterococcus durans.
S. dysgalactiae (dal prefisso peggiorativo gr. [diis] che indica opposizione o male, distruggendo il significato buono della parola cui e' unito; e dal gr. [gala, galactos]: latte). E' stato originariamente isolato da bovini affetti da mastite. Streptococcus dysgalactiae e' inserito nel raggruppamento degli streptococchi piogenici ed e' distinto in due sottospecie: Streptococcus dysgalactiae subsp. dysgalactiae e Streptococcus dysgalactiae subsp. equisimilis (dallat. equus: cavallo e similis: simile).
La sottospecie dysgalactiae appartiene al gruppo C o L di Lancefield (ma non al gruppo G) e comprende ceppi per la maggior parte beta-emolitici, anche se si ritrovano ceppi alfa-emolitici o non emolitici, soprattutto quelli isolati da bovini. L'habitat di questa sottospecie e' rappresentato dalle mucose del tratto respiratorio e genitale di vari animali; non sono stati segnalati isolamenti umani. La sottospecie equisimilis appartiene al gruppo C o G di Lancefield (ma non al gruppo L) e comprende ceppi beta-emolitici. Questa sottospecie dovrebbe comprendere anche i ceppi isolati dall'uomo di Streptococcus equisimilis.
L'habitat di questa sottospecie e esclusivamente umano ed e' rappresentato dalle mucose del tratto respiratorio e della vagina. Streptococcus dysgalactiae subsp. equisimilis e' stato isolato anche dal sangue e da ferite infette.
S. equi (dal lat. equus: cavallo). Appartiene al gruppo C di Lancefield, e' beta-emolitico ed e' inserito nel raggruppamento degli streptococchi piogenici. E' agente eziologico dell'adenite equina e, in patologia umana, e' stato isolato da casi di sepsi puerperale e di endocardite acuta. Altre patologie sono simili a quelle sostenute da Streptococcus equisimilis, ma con minore frequenza di isolamento.
S. equinus (dal lat. equinus: equino). Appartiene al gruppo D di Lancefield, e' debolmente alfa-emolitico ed e' inserito nel raggruppamento degli streptococchi fecali. Molto simile a Streptococcus bovis. Rappresenta la specie di streptococco predominante nelle feci dei cavalli ed e' discusso il suo isolamento dall'uomo.
S. equisimilis (dal lat. equus: cavallo e similis: simile). Appartiene al gruppo C di Lancefield, e beta-emolitico ed e' inserito nel raggruppamento degli stretococchi piogenici. Il nome deriva dalla sua somiglianza con Streptococcus equi. Nell'ambito del gruppo C rappresenta la specie piu' frequentemente isolata nell'uomo. Alcuni ceppi producono streptolisina 0; anche alcune altre sostanze extracellulari prodotte da questa specie sono simili a quelle degli streptococchi di gruppo A (Streptococcus pyogenes): streptochinasi, NADasi, esterasi e DNasi. Streptococcus equisimilis è stato isolato dalla faringe (sia in condizioni normali che patologiche) e dalla vagina ma il suo ruolo patogeno è ancora dibattuto; occasionalmente è stato associato a casi di erisipela, impetigine, infezioni di ferite e sepsi puerperale. E' stato invece dimostrato il suo ruolo patogeno in casi di endocardite, meningite e infezioni urinarie. Uno studio recente ha proposto di inserire i ceppi di isolamento umano di Streptococcus equisimilis in Streptococcus dysgalactiae subsp. equisimilis, per cui la specie Streptococcus equisimilis rimarrebbe valida solo per i ceppi di isolamento animale.
S. faecalis: v. Enterococcus faecalis.
S. faecium: v. Enterococcus faecium.
S. foetidus: v. Peptostreptococcus anaerobius.
S. gallinarum: v. Enterococcus gallinarum.
S. garvieae: v. Lactococcus garvieae.
S. gordonii (dal nome del batteriologo inglese M. H. Gordon, che nel 1905 descrisse per primo un metodo basato sui test di fermentazione per differenziare gli streptococchi viridanti). E' alfa-emolitico ed è inserito nel raggruppamento degli streptococchi orali. Si ritrova nell' orofaringe e nella placca dentaria; ha sostenuto casi di endocardite batterica subacuta.
S. haemolyticus: v. Streptococcus pyogenes.
S. hansenii: v. Ruminococcus hansenii.
S. infrequens. Nome, ora abolito, usato in vecchie descrizioni di ceppi di provenienza umana, dei quali alcuni da identificare con Streptococcus pyogenes, altri con streptococchi dei gruppi E, P, ed U che, per somiglianze fisiologiche e biochimiche, furono riuniti in quest'unica specie.
S. intermedius (dal lat. intermedius: intermedio). Precedentemente denominato Peptostreptococcus intermedius; comprende ceppi che erano prima inseriti nella specie Streptococcus milleri (v.). Non e' classificabile nello schema di Lancefield, e' non-emolitico o alfa-emolitico ed e' inserito nel raggruppamento degli streptococchi orali. Si ritrova nella cavita' orale, nelle alte vierespiratorie e nelle feci; e' stato isolato da ascessi in vari siti (soprattutto cerebrali ed epatici, ma anche dentari, appendicolari, addominali, ecc.).
S. inulinaceus: v. Streptococcus bovis.
S. lactis: v. Lactococcus lactis.
S. lanceolatus: v. Peptostreptococcus lanceolatus.
S. mastitidis: v. Streptococcus agalactiae.
S. MG: v. Streptococcus milleri.
S. micros: v. Peptostreptococcus micros.
S. milleri (dal nome del microbiologo americano W. D. Miller). Appartiene al gruppo F e, meno frequentemente, ai gruppi A, C, G 0 K, e non-emolitico o alfa-emolitico o beta-emolitico ed e' inserito nel raggruppamento degli streptococchi orali.
Il termine "gruppo dello Streptococcus milleri" e' stato usato per descrivere un gruppo eterogeneo che comprendeva streptococchi variamente denominati: Streptococcus milleri, Streptococcus MG, streptococchi minuti dei gruppi F e G, Streptococcus intermedius, Streptococcus constellatus, Streptococcus anginosus, Streptococcus MG-intermedius e Streptococcus anginosus-constellatus. La classificazione e la nomenclatura di questo gruppo e' ancora piuttosto confusa. Nel 1987 Coykendall e coll. stabilirono che questo gruppo consiste di un'unica specie, la cui denominazione dovrebbe essere Streptococcus anginosus per motivi di priorita'; tuttavia la denominazione Streptococcus milleri sembra piu' largamente usata. Successivamente (1990) Whiley e colI. hanno trovato differenze genotipiche e fenotipiche (queste ultime piuttosto scarse e basate principalmente sulla produzione di particolari enzimi), che sarebbero sufficienti a differenziare tre specie, Streptococcus intermedius, Streptococcus constellatus e Streptococcus anginosus all'interno di un raggruppamento eterogeneo precedentemente designato come" gruppo dello Streptococcus milleri" (e quest' ultima denominazione andrebbe abolita).
Streptococcus milleri fa parte della flora normale del cavo orale (sulla superficie dei denti e, soprattutto, nelle tasche gengivali), del tratto respiratorio superiore, gastrointestinale e urogenitale femminile. Tuttavia Streptococcus milleri viene frequentemente isolato da infezioni purulente del cavo orale e di organi interni (ascessi cerebrali, epatici, polmonari, splenici) nonche' da casi di appendicite, peritonite, endocardite, meningite, da infezioni ostetriche (aborti infetti) e neonatali (sepsi), da infezioni della cute e dei tessuti molli.
Alcuni ceppi di Streptococcus milleri producono uno strato mucoso polisaccaridico con caratteristiche di adesivita' e sono mobili non per flagelli ma per movimenti simil-ameboidi (come le specie di Capnocytophaga); tali caratteristiche potrebbero facilitare la diffusione del microrganismo nell' ospite.
Streptococchi minuti: sono ceppi appartenenti ai gruppi F e G di Lancefield, beta-emolitici, classificati nel raggruppamento degli streptococchi piogenici. Sono detti cosi' per le dimensioni delle colonie, che sono molto piccole, praticamente puntiformi. Spesso identificati con Streptococcus anginosus e con Streptococcus milleri, questi streptococchi costituiscono un gruppo scarsamente studiato. Si ritrovano, nell'uomo, nella faringe e possono essere responsabili di infezioni dei tessuti circostanti il tratto respiratorio superiore. Sono anche causa di peritoniti e lesioni dei visceri addominali, il che suggerisce che possano far parte della flora intestinale.
S. mitior (dal lat. mitior: piu mite). Precedentemente denominato Streptococcus viridans, Streptococcus sanguis (siero) tipo II e Streptococcus sanguis gruppo I:A. Appartiene ai gruppi H, 0, K o non e' classificabile nello schema di Lancefield, e alfa-emolitico (o raramente beta-emolitico) ed e' inserito nel raggruppamento degli streptococchi orali. Nell'uomo si ritrova nel cavo orale (nella saliva e come costituente della placca dentaria) e nelle feci; puo' essere causa di endocarditi. Studi genetici hanno evidenziato la non omogeneita' dei ceppi costituenti la specie Streptococcus mitior, suddivisibile in due gruppi: I e II; successivamente i ceppi del gruppo II sono stati raggruppati a formare una specie separata: Streptococcus oralis.
S. mitis (dal lat. mitis: mite). Appartiene ai gruppi N e 0 di Lancefield, è alfa-emolitico ed e' inserito nel raggruppamento degli streptococchi orali. Si ritrova nella cavita' orale (nella placca  dentaria, sostenendo anche ascessi dentari) e nelle feci dell'uomo.
S. morbillorum: Gemella morbillorum.
S. mutans (dal lat. mutans: che cambia). Non e classificabile nello schema di Lancefield o qualche ceppo appartiene al gruppo E, e' alfa-emolitico o non-emolitico (ma occasionalmente sono stati trovati "ceppi beta-emolitici) ed e' inserito nel raggruppamento degli streptococchi orali. Sierologicamente veniva distinto in otto sierotipi, designati con le lettere da A ad H.
Streptococcus mutans e' stato distinto in cinque sottospecie (mutans, rattus, cricetus, sobrinus ferus), tutte isolate dall'uomo tranne l'ultima; queste successivamente sono state elevate al rango di specie con analoga denominazione (di cui qualcuna veniva a coincidere con uno degli otto sierotipi: i sierotipi c ed e coincidono con l'attuale specie Streptococcus mutans, il sierotipo b coincide con l'attuale specie Streptococcus rattus, il sierotipo a coincide con l'attuale specie Streptococcus cricetus, i sierotipi d e g coincidono con l'attuale specie Streptococcus sobrinus). Streptococcus mutans e' stato isolato dalla carie dentaria: sembra che sia il principale responsabile nel mantenere il processo cariogeno iniziato da Streptococcus sanguis e la colonizzazione del dente e' favorita da una dieta ricca di zuccheri; si ritrova anche nelle feci. Puo essere agente eziologico di endocardite subacuta.
S. oralis (dal lat. oralis: orale). Precedentemente denominato Streptococcus mitior gruppo II.
Gruppo di Lancefield non determinato; e' alfa-emolitico ed e' inserito nel raggruppamento degli streptococchi orali. Si ritrova nel cavo orale dell'uomo ed e' un costituente della placca dentaria.
S. parasanguis (dal gr. [para]: vicino, simile a, e dal lat. sanguis: sangue). Non e' classificabile nello schema di Lancefield o appartiene ai gruppi B, C, F, G, e' alfa-emolitico ed e' inserito nel raggruppamento degli streptococchi orali. E' stato isolato dalla faringe, dal sangue, dalle urine e dalla placca dentaria.
S. parvulus: v. Atopobium parvulum.
S. pleomorphus (dal gr. [pleon]: più e [morfe]: forma). Gruppo di Lancefield non determinato; è non-emolitico (o qualche ceppo e' debolmente beta-emolitico) ed e' inserito nel raggruppamento degli streptococchi anaerobi. Le cellule, gram-positive nelle colture fresche, spesso diventano gram-negative nel giro di 24 ore. Si ritrova nell'intestino dei polli; qualche volta e' stato isolato dalle feci umane.
S. pneumoniae (dal gr. [pneumonia]: polmonite). Precedentemente denominato Diplococcus pneumoniae, Micrococcus pneumoniae e' detto comunemente pneumococco. Non e' classificabile nello schema di Lancefield, e' alfa-emolitico ed e' inserito, come unica specie, nel raggruppamento degli pneumococchi. E' caratterizzato dall'aggregazione a paia delle cellule batteriche; queste, in vivo, si presentano spesso di forma ovale e con le estremita' distali di ogni paio appuntite, a forma di punta di lancia ; invece nei terreni di coltura e' frequente l'aggregazione a catenella. Gli pneumococchi sono microrganismi particolarmente delicati e vanno facilmente incontro a fenomeni di autolisi da parte di enzimi, prodotti dagli stessi germi, che solubilizzano la parete cellulare. Cio' rende necessario il rapido invio del materiale patologico al laboratorio di microbiologia ovvero la sua conservazione in frigorifero.
Si conoscono 90 sierotipi di pneumococchi, ma, diversamente dagli altri streptococchi che vengono classificati in base agli antigeni della parete cellulare, questi vengono differenziati in base ai polisaccaridi della capsu1a. Questa e' direttamente collegata con la virulenza dello pneumococco in quanto ha proprieta' fagocitarie.
Nella parete cellulare degli pneumococchi e' presente la "sostanza C", un antigene polisaccaridico probabilmente equivalente alla sostanza C, gruppo-specifica, che si ritrova negli streptococchi beta-emolitici.
Questo antigene ha la peculiare proprieta' di essere precipitato da una proteina, in particolare una beta-globulina, detta "proteina C reattiva ", presente nel siero di soggetti con affezioni infiammatorie o con danni tissutali. Sono stati quindi messi a punta metodi di precipitazione che utilizzano la sostanza C per indagare il grado di attivita' di alcune malartie infiammatorie attraverso la determinazione della "proteina C reattiva". Questa non ha le caratteristiche di un anticorpo; e' invece una delle varie proteine anomale che si possono trovare nel siero durante la fase acuta di un'affezione infiammatoria. Attualmente i test per la "proteina C reattiva" non utilizzano piu' l'antigene della capsula dello pneumococco; la reazione immunitaria si effettua usando un antisiero di origine animale ottenuto contro una "proteina C reattiva" concentrata e purificata da siero umano. Gli anticorpi dell' antisiero animale vengono solitamente legati a particelle di lattice, per cui la reazione tra questi anticorpi e l'antigene rappresentato dalla "proteina C reattiva" si evidenzia mediante l'agglutinazione passiva del lattice.
Streptococcus pneumoniae puo' essere isolato dalla faringe del 30-70% delle persone in condizioni apparentemente normali e non causa faringo-tonsilliti, contrariamente allo Streptococcus pyogenes. Rappresenta la specie piu' frequentemente (circa il 90%) isolata da pazienti con polmonite batterica e colpisce in modo particolarmente grave pazienti debilitati per altre cause, soprattutto per infezioni virali del tratto respiratorio. Oltre la polmonite lobare, Streptococcus pneumoniae puo' produrre anche sinusiti e otiti medie (e il batterio piu' frequentemente isolato al pari di Haemophilus influenzae), nonche' parotiti, congiuntiviti, meningiti, pericarditi ed endocarditi, peritoniti, artriti, setticemie, ascessi. Recentemente si e' sviluppato un certo interesse nei confronti di vaccini pneumococcici, costituiti da polisaccaride capsulare, a causa dell'isolamento in tutto il mondo di ceppi di Streptococcus pneumoniae con sempre maggior resistenza alla penicillina, che tuttavia costituisce ancora l'antibiotico d'elezione. In Italia, soltanto il 5% circa dei ceppi isolati da infezioni delle basse vie respiratorie e' risultato penicillino-resistente. Anche in corso di otiti medie e sinusite la percentuale di ceppi penicillino-resistenti e' risultata in Italia molto bassa.
Le patologie invasive da Pneumococco (sepsi e meningiti) sono più frequenti nei bambini di età inferiore ai 5 anni, nelle persone di età superiore ai 64 anni e, indipendentemente dall’età, nelle persone affette dalle patologie predisponenti, in particolare nelle persone affette da: assenza di milza (chirurgica o per malattia), infezione da HIV, nefropatia cronica e/o sindrome nefrosica, Emoglobinopatie (compresa anemia a cellule falciformi, Immunodeficienza congenita (deficit di linfociti B o T, del complemento, disturbi della fagocitosi, Neoplasie, trapiantati di midollo, Cardiopatie croniche (insufficienza coronarica o cardiaca, cardiopatia congestizia,cardiopatia congenita cianogena, miocardiopatie) Malattie polmonari croniche severe o con insufficienza respiratoria (BPCO clinicamente significativa, fibrosi cistica, enfisema polmonare, asma severa, Cirrosi epatica, epatopatie croniche evolutive, Diabete mellito (tipo 1 e 2), in labile compenso metabolico o non compensato. La rivaccinazione (una sola dose di polisaccaridico 23-valente, Pneumovax) va eseguita dopo almeno 3 anni nei bambini sotto i 10 anni di età, dopo almeno 5 anni nelle altre fasce di età. Al momento non è invece definita la necessità di eventuali rivaccinazioni con il vaccino coniugato 13-valente (Prevenar). Pneumovax protegge nei confronti di 23 tipi di pneumococco. Prevenar13 protegge nei confronti di 13 tipi di pneumococco, ma con una risposta immunitaria migliore e di maggiore durata. La vaccinazione con Prevenar13 è compresa nel calendario vaccinale pediatrico. Per le persone in condizioni di rischio è prevista la somministrazione sequenziale di una dose di ciascun vaccino (con un intervallo di almeno 8 settimane se il primo vaccino somministrato è Prevenar13, e di almeno un anno se il primo vaccino somministrato è Pneumovax).
S. porcinus (dal lat. porcinus: porcino). Appartiene ai gruppi di Lancefield E, P, D, V o a tre nuovi gruppi (provvisoriamente denominati C1, 5916T e 71SSA, con predominanaza per il gruppo C1); e beta-emolitico. E' causa di linfadenite nei maiali, ma e' stato isolato anche da altri animali. Pochi ceppi sono di isolamento umano: due dal sangue, uno dalla cute, uno da urina, uno da ferita, cinque da prelievi cervico-vaginali, tre da placenta; in due di questi tre ultimi isolamenti furono riscontrate infezioni post-partum.
S. productus: v. Peptostreptococcus productus.
S. putridus: v. Peptostreptococcus anaerobius.
S. putrificus: v. Peptostreptococcus anaerobius.
S. pyogenes (dal gr. [puon]: pus e [ghenos]: origine, generazione). Precedentemente designato con vari altri nomi, tra cui Streptococcus scarlatinae e Streptococcus haemolyticus. Appartiene al gruppo A di Lancefield, e' beta-emolitico ed e' inserito nel raggruppamento degli streptococchi piogenici. Nell'uomo si ritrova nel tratto respiratorio superiore. Streptococcus pyogenes rappresenta la specie di piu' frequente riscontro nelle infezioni umane. E' causa di faringo­tonsilliti, di infezioni cutanee e sottocutanee, di sepsi puerperali, della scarlattina e delle caratteristiche sequele post-streptococciche (febbre reumatica e glomerulonefrite acuta).
S. rattus (dal nome del genere Rattus). Precedentemente denominato Streptococcus mutans subsp. rattus e Streptococcus mutans sierotipo "b". Non e' classificabile nello schema di Lancefield, e alfa-emolitico o non-emolitico ed e' inserito nel raggruppamento degli streptococchi orali. Prende il nome dal genere Rattus, cui appartiene il topo di laboratorio, da cui questa specie e' stata originariamente isolata; si ritrova raramente, nell'uomo, nella placca dentaria.
S. salivarius (dal lat. salivarius: salivare). Appartiene al gruppo K o non e' classificabile nello schema di Lancefield, e non-emolitico o, raramente, alfa- o beta-emolitico ed e' inserito nel raggruppamento degli streptococchi orali. Nell'uomo si ritrova nel cavo orale, particolarmente sulla superficie dorsale della lingua e nella saliva, mentre rappresenta una bassa percentuale degli streptococchi costituenti la placca dentaria. Si isola raramente anche dalle feci. Ha provocato casi di endocardite subacuta, di meningite, di sinusite.
S. sanguis (dal lat. sanguis: sangue). Precedentemente denominato Streptococcus SBE. Appartiene al gruppo H o non e' classificabile nello schema di Lancefield, e alfa-emolitico o, piu' raramente, beta-emolitico o non-emolitico ed e' inserito nel raggruppamento degli streptococchi orali. I primi studi sierologici su Streptococcus sanguis suddividevano questa specie in tre sierotipi, designati come I, II e I/II; di questi, il sierotipo II e' stato successivamente riconosciuto come una specie separata, Streptococcus mitior.
Altri studi tassonomici suddividevano Streptococcus sanguis in due gruppi, designati I:A e I:B; successivamente si e visto che il gruppo I:A doveva essere considerato una specie separata, Streptococcus mitior, la stessa evidenziata dagli studi sierologici; tale suddivisione e' stata poi confermata da ulteriori caratteri bio-fisiologici e genetici. E' probabile che qualche ceppo di antica descrizione, denominato Streptococcus viridans, sia da attribuire a Streptococcus sanguis o a Streptococcus mitior. Successivamente Streptococcus sanguis e' stato distinto in due biotipi, I e II, ma poi il biotipo I e' stato elevato al rango di specie come Streptococcus crista.
Streptococcus sanguis si ritrova in quantita' consistente nella placca dentaria; infatti e' la prima specie batterica ad aderire alla superficie dei denti e viene quindi considerato il primo agente della carie. Successivamente, dopo essersi formata la placca batterica, questa specie viene soverchiata da Streptococcus mutans, che diventa la specie predominante. Piu' raro il suo isola­mento dalla saliva e dalla faringe. In bassa quantita' si ritrova anche nelle feci; e' stato isolato pure dal suolo. Puo' provocare setticemie ed endocarditi subacute e viene quindi isolato dal sangue, da cui il suo nome. Forme L (cioe' prive di parete cellulare) di questa specie sono state messe in relazione con casi ricorrenti di stomatite aftosa.
S. SBE: v. Streptococcus sanguis.
S. scarlatinae: v. Streptococcus pyogenes.
S. sobrinus (dal lat. sobrinus: cugino). Precedentemente denominato Streptococcus mutans subsp. sobrinus e Streptococcus mutans sierotipi "d" e "g". Gruppo di Lancefield non determinato; e alfa-emolitico o non-emolitico ed e' inserito nel raggruppamento degli streptococchi orali. Il nome deriva figuratamente dalla relazione con Streptococcus mutans, di cui prima era considerato una sottospecie. Nell'uomo e' stato isolato dalla placca dentaria. Per alcuni ceppi di questa specie e' stata dimostrata la cariogenicita negli animali e si suppone che questa proprieta' possa estrinsecarsi anche nell'uomo.
S. suis (dal lat. sus: maiale). Appartiene al gruppo R, S o T di Lancefield, è beta-emolitico o alfa-emolitico ed e' inserito nel raggruppamento degli streptococchi piogenici. Si isola principalmente dai maiali in cui causa setticemia, spesso con lesioni articolari o cerebrali. Nell'uomo sono stati descritti alcuni casi di meningite ed altre gravi infezioni dovute a ceppi di questa specie, soprattutto tra allevatori e addetti ai macelli.
S. vestibularis (dal lat. vestibulum: vestibolo, ingresso). Gruppo di Lancefield non determina­to; e' alfa-emolitico ed è inserito nel raggruppamento degli streptococchi orali. Si ritrova nel cavo orale, soprattutto sulla mucosa vestibolare ma anche come componente della placca dentaria.
S. viridans: v. Streptococcus mitior e Streptococcus sanguis.
S. zooepidemicus (dal gr. [zoon]: animale ed [epidemios]: che sta tra il popolo, epidemico). Appartiene al gruppo C di Lancefield, e' beta-emolitico ed e' inserito nel raggruppamento degli streptococchi piogenici. E' causa di ascessi nei cavalli, di setticemia nei bovini, suini e conigli, di varie affezioni nei volatili. Nell'uomo e' stato isolato da espettorato, pus e sangue di soggetti con ascessi e polmoniti; occasionalmente puo' provocare faringiti e glomerulonefriti. Altre patologie sono simili a quelle sostenute da Streptococcus equisimilis, ma con minore frequenza di isolamento.