Enterobacter
(dal gr. énteron: intestino e bactérion: bastoncino).
TASSONOMIA Genere appartenente alla famiglia delle Enterobacteriaceae.
CARATTERISTICHE - Bacilli gram-negativi, aerobi fàcoltativi, mobili per flagelli peritrichi o piùl raramente immobili, fermentanti.
COLTIVAZIONE - Le specie di Enterobacter crescono facilmente sui comuni terreni di coltura e si isolano da materiali polimicrobici su quelli selettivi per le Enterobacteriaceae (v.).
HABITAT E DIFFUSIONE - Le specie del genere Enterobacter si ritrovano con relativa frequenza nell'ambiente: acque di fonte e di scarico, suolo, vegetazione. Sono presenti anche nelle feci normali dell'uomo e di vari animali; vengono inoltre spesso isolate, da sole o in coltura mista, dall'espettorato, dalle urine o da drenaggi di ferite chirurgiche di pazienti ospedalizzati e frequentemente possono causare infezioni crociate tra pazienti con cateteri uretrali a permanenza; tali infezioni crociate si verificano tramite le mani del personale di assistenza.
PRINCIPALI PATOLOGIE - Le infezioni causate da specie del genere Enterobacter sono principalmente quelle delle vie urinarie. Occasionalmente si possono verifìcare altri tipi di infezioni (soprattutto infezioni di ferite e setticemie), in quanto questi germi si comportano da patogeni opportunisti e colpiscono particolarmente pazienti immunosoppressi. Negli ultimi anni si è assistito ad un notevole aumento delle infezioni nosocomiali da Enterobacter.
SENSIBILITA' AGLI ANTIBIOTICI - Le specie di Enterobacter sono quasi sempre resistenti all'ampicillina e alle vecchie cefalosporine. Sono invece sensibili alle cefalosporine di 3a generazione, ai carbapenemici e quasi sempre sensibili agli aminoglicosidi (gentamicina, netilmicina, tobramicina, amikacina, isepamicina).
SPECIE DI ISOLAMENTO UMANO:
E. aerogenes (dal gr. aria, gas e ghénos: origine, generazione). Precedente denominazione: Aerobacter aerogenes. In questa specie fu compresa, per un breve periodo, la specie Hafnia alvei, con la denominazione Enterobacier aerogenes subsp. hafniae. Inoltre, da tempo, è stata avanzata la proposta, non ancora accettata, che la specie Enterobacter aerogenes venga trasferita al genere Klebsiella con la denominazione di Klebsiella aerogenes o di Klebsiella mobilis. E' la seconda specie (dopo Enterobacter cloacae) come frequenza di isolamenti da campioni clinici.
E. agglomerans (dal lat. agglomerans: chc si ammassa, che si agglomera). La tassonomia di questa specie è piuttosto travagliata: mentre inizialmente i ceppi che la costituivano erano notevolmente eterogenei, attualmente questi si sono ridotti, in quanto alcuni sono passati a costituire altre specie, e parallelamente si è ridotta l'eterogeneità che tuttavia è ancora presente all'interno di questa specie (per ulteriori dettagli, v. Pantoea, tassonomia). Enterobacter agglomerans è stato isolato da una grande varietà di fonti umane: soprattutto sangue, urine, feci, espertorati, ferite infette.
E. amnigenus (dal lat. amnis: acqua corrente e dal gr. ghénos: origine, generazione). Comprende ceppi precedentemente designati come "gruppo H3". In base a caratteristiche biochimiche, questa specie è stata suddivisa in due biotipi: Enterobacter amnigenus biotipo I e Enterobacter amnigenus biotipo 2. La maggior parte dei ceppi è stata isolata da acque superficiali e dal suolo. Qualche ceppo è stato anche trovato in campioni cImici: due provengono dal tratto respiratorio, uno da ferita infetta e uno da feci; non è però possibile stabilire il loro eventuale ruolo patogeno.
E. asburiae (dal nome della batteriologa americana M. A. Fife-Asbury, per il suo importante contributo alla classificazione di alcune Enterobacteriaceae). Comprende una settantina di ceppi precedentemente designati col nome di Gruppo Enterico 17, quasi tutti isolati negli U.S.A. Questa specie è stata ritrovata in numerose sedi, soprattutto nelle urine, nel tratto respiratorio, nelle feci, nel sangue, in ferite infette e sulla cute; vengono anche riportate singole segnalazioni da altre sedi: liquido sinoviale, liquido peritoneale, colecisti, endometrio, lochi.
E. eancerogenus (dal lat. cancer cancro e dal gr. ghénos: origine, generazione). Precedenti denominazioni: Erwinia cancerogena ed Enterobacter taylorae. E' una specie biochimicamente molto simile ad Enterobacter hormaechei, e comprende i ceppi provvisoriamente classificati dal CDC, come Gruppo Enterico 19. Questa specie è finora rappresentata da pochi ceppi; la maggior parte di questi provengono dalle feci e dal tratto respiratorio, ma sono stati riportati isolamenti anche da liquor, sangue, urine, ferite infette, liquido sinoviale, liquido peritoneale.
E cloacae (dal lat. cloaca: cloaca). Precedente denominazione: Aerobacter cloacae. E la specie più frequentemente isolata (circa il 70%) di tutto il genere Enterobacter.
E. cowanii (dal nome del microbiologo inglese S. T. Cowan, per i suoi significativi contributi alla tassonomia batterica). Questa specie deriva dalla notevole eterogeneità di Enterobacter agglomerans e comprende ceppi inizialmente designati come NIH gruppo 42 (dalle iniziali del National Institute of Health, a 'Tòkyo). Enterobaeter cowanii è attualmente rappresentato da nove ceppi: quattro isolati da urina, due da espettorato, due dal sangue (di cui uno da un paziente con tumore gastrico) e uno da pus.
E. gergoviae (dal nome della città di Gergovie, in Francia). E' molto simile ad Enterobacter aerogenes, di cui precedentemente era considerato una varietà biochimica. Enterobaeter gergoviae deriva il suo nome dal fatto che i primi ceppi sono stati isolati durante un'epidemia di infezioni urinarie nell'ospedale dell'Università di Clermont-Ferrand, vicino alla città di Gergovie, in Francia. Successivamente sono stati effettuati, in Africa e negli Stati Uniti, alcuni altri isolamenti di questa specie da materiali clinici vari: ascessi e ferite infette, sangue, espettorati. La relativa sporadicità dei ceppi di questa specie non permette ancora di attribuirle un esatto significato clinico.
E. hafniae: v. Hafnia alvei.
E. hormaechei (dal nome del microbiologo uruguaiano E. Hormaeche che nel 1960 propose, in collaborazione con P. R. Edwards, la creazione del genere Enterobacter, definendone le caratteristiche). E' una specie biochimicamente molto simile ad Enterobacter taylorae e comprende i ceppi provvisoriamente classificati dal C.D.C. col nome di Gruppo Enteterico 75. Attualmente sono stati isolati poco più di una ventina di ceppi, soprattutto dal sangue, da ferite e da espettorati; sono stati riportati anche isolamenti singoli da feci, urine, colecisti, liquido peritoneale, ustioni ed essudati vari. Il fatto che molti ceppi provengano da pazienti ospedalizzati fa ritenere che questa specie possa essere clinicamente significativa.
E. intermedius (dal lat. intermedius: intermedio). Inizialmente designato come "gruppo H-l" e poi, non correttamente, Enterobaeter intermedium. Si ritrova nelle acque superficiali e nel suolo. Nel 1987 sono stati riportati quattro isolamenti umani di questa specie: da una ferita al piede, dal sangue, da feci e dalla bile. Un quinto isolamento di Enterobacter intermedius è stato segnalato, nel 1998, dalla bile di un paziente di 94 anni, insieme con uno streptococco di gruppo D e uno stafilococco coagulasi-negativo.
E. kobei (dal nome della città di Kobe, in Giappone. dove il primo ceppo di questa specie fu isolato dal sangue di un paziente diabetico). Comprende ceppi inizialmente designati conte NIH gruppo 21 (dalle iniziali del National Institute of Health, a Tokyo) e, molto probabilmente, coincidente col Gruppo Enterico 69 del C.D.C. È molto simile ad Enterobaeter cloacae. Enterobacter kobei è attualmente rappresentato da 23 ceppi, di cui 6 isolati da alimenti e 17 da campioni clinici: 10 da urine, 3 da espettorato, 2 dal sangue e 2 da tamponi faringei.
E.liquefaciens: v. Serratia liquefaciens.
E. sakazakii (dal nome del batteriologo giapponese R. Sakazaki). Comprende i ceppi pigmentati in giallo precedentemente compresi nella specie Enterobacter cloacae e designati anche col nome di Gruppo Enterico 9. È stato trovato, nell'uomo, in svariate sedi, soprattutto nel tratto intestinale, nelle vie respiratorie e in ferite infette; tuttavia è difficile stabilirne l'esatto ruolo patogeno anche perché, la maggior parte delle volte, erano presenti altre specie batteriche, in altri casi è stato più agevole dimostrarne la patogenicità: infatti Enterobacter sakazakii ha sostenuto alcuni episodi di meningite e setticemia in neonati; era già stato ipotizzato che i relativamente numerosi casi di meningite neonatale fossero provocati da alcune partite di latte in polvere contaminato, ma solo di recente ciò è stato dimostrato mediante l'isolamento di questa specie da tale alimento. Enterobacter sakazakii è stato inoltre isolato in un ospedale statunitense, durante un periodo di 7 mesi, da 29 pazienti con infezioni del tratto respiratorio. Un ceppo è stato persino isolato dallo stetoscopio di un medico. Enterobacter sakazakii è stato dimostrato coincidere con una nuova specie proposta, Prashechia flavescens; di conseguenza tale proposta non è stata accettata.
E. taylorae: v. Enterobacier cancerogenus.